Photovoices - Archived pages

by Cleto Corposanto, exclusive for The diagonales

SHARM

There are many borderlands on Earth. Places that act as a watershed between populations, cultures, religions and even very different languages.

I took this photo in one of the most significant border posts. We are in the Sinai peninsula, of a vague triangular shape, approximately 380 km long from North to South and a little more than 200, with a coastal development of about 600.
The Sinai, squeezed between the Gulf of Suez and that of Aqaba, it is largely desert territory, except for some seaside resorts including Nuweiba, Dahab and the more famous Sharm el-Sheikh.

The Gulf of Suez acts as a geographical border between Africa and Asia, and this is why the Sinai Peninsula is geographically the first Asian outpost. But administratively it is part of Egypt, representing the last edge of it to the east. In short, it‘s a piece of Africa in Asia.  We are talking about a territory that has always been at the center of attention, given that it has long been a contest, for example in the so-called six-day war between Israel and Egypt, in fact. Conquered by the government of Jerusalem in 1967, it was returned to Egypt thanks to the Camp David agreements, 11 years later.

In short, a real border post.

A place where, thanks also to an important tourist development for many years, exogenous and endogenous cultures and customs are intertwined, where apparently irreconcilable lifestyles coexist. I took this photo in Sharm el-Sheikh, along a road that leads to the sea from one of the many tourist villages frequented by tourists who love the climate and the richness of the fauna of the marine waters. Those villages where, almost thanks to a tacit agreement, during the day the pools are reserved for foreign tourists – and the Russians, as well as the Italians, abound there – while at night the Arab women make use of them, dressed in their jilbabs.

A photo that exactly testifies to the proximity of the many cultures that, in Sinai, coexist with mutual respect: four women, each with different clothing, are going to the beach. Let’s imagine that everyone is at ease in their culture, respecting some principles, in the choice of clothing. Such a large assortment is rare at the same time. It only happens in border posts, where everything mixes.

SHARM

Ci sono molti territori di confine sulla Terra. Posti che fanno da spartiacque fra popolazioni, culture, religioni e lingue anche molto diverse fra loro.

Ho scattato questa foto in uno dei posti di confine più significativi. Siamo nella penisola del Sinai, di vaga forma triangolare, lunga all’incirca 380 km da Nord a Sud e larga poco più di 200, con uno sviluppo costiero di circa 600. Il Sinai, stretto fra il golfo di Suez e quello di Aqaba, è in gran parte territorio desertico, se si eccettuano alcune località marittime tra le quali Nuweiba, Dahab e la più famosa Sharm el-Sheikh. Il golfo di Suez fa da confine geografico fra Africa e Asia, ed è per questo quindi che la penisola del Sinai, geograficamente è il primo avamposto asiatico. Ma amministrativamente fa invece parte dell’Egitto, rappresentandone l’ultimo lembo a est.

E’, insomma, un pezzo di Africa in Asia. Parliamo di un territorio da sempre al centro dell’attenzione, visto che è stato al lungo conteso, per esempio nella cosiddetta Guerra dei sei giorni tra Israele ed Egitto, appunto. Conquistata dal governo di Gerusalemme nel 1967, fu restituita all’Egitto grazie agli accordi di Camp David, 11 anni dopo.

Un vero posto di confine, insomma.

Un luogo dove, complice anche uno sviluppo turistico importante già da moltissimi anni, si intrecciano culture ed usanze esogene ed endogene, dove convivono stili di vita apparentemente inconciliabili. Ho scattato questa foto a Sharm el-Sheikh, lungo una stradina che porta al mare da uno dei tanti villaggi turistici frequentatissimi dai turisti che amano clima e ricchezza della fauna delle acque marine. Quei villaggi dove, quasi grazie ad un tacito accordo, durante il giorno le piscine sono riservate ai turisti stranieri – e abbondano i russi, oltre che gli italiani, da quelle parti – mentre nelle ore notturne sono le donne arabe a fare uso delle stesse, vestite con i loro jilbab.

Una foto che testimonia esattamente la prossimità delle tante culture che, nel Sinai, convivono con reciproco rispetto: quattro donne, ciascuna con un abbigliamento differente, stanno andando al mare. Immaginiamo che ciascuna si trovi a proprio agio nella sua cultura, nel rispetto di alcuni principi, nella scelta dell’abbigliamento. Un così vasto assortimento è raro nello stesso momento. Accade solo nei posti di confine, dove tutto si mescola.


Cleto Corposanto, Italian, is professor of the University “Magna Graecia” of Catanzaro, South Italy. He deals with issues related to the Method research and Health/disease. He has more than 200 publications between books and scientfic articles. Former national coordinator AIS – Health and Medicine, He founded and coordinates the Degree Course in Sociology of UMG of Catanzaro.