Dietro quelle finestre

by Claudia Sbarra, Italian, exclusive for The diagonales –

È sera e, come a volte mi accade, sono qui ad immaginare una storia dietro ad ogni finestra accesa che vedo.
Palazzi anonimi che racchiudono dietro i loro molteplici occhi la vita che conta: quella più intima di ogni persona, tanti diversi spaccati di esistenza domestica.
Dietro quei vetri mi piace immaginare armonia, voglio percepire un’intesa vibrante fra le persone che vi abitano. Voglio pensarle intente a realizzare i loro sogni, a fare progetti, a godere delle piccole cose che le circondano e soprattutto a beneficiare di un meritato riposo alla fine di una giornata lavorativa. Immersi nella necessità di toccare con mano quel senso di accoglienza e di appartenenza a quel nucleo familiare.

Adulti indaffarati nei loro ruoli di genitori con accanto bambini allegri e smaniosi di ricevere abbracci e coccole.
Coppie di anziani soli ma che ancora sanno tenersi compagnia, che si cercano, si tengono per mano, si stringono, si abbracciano.

Persone sole che sanno bastare a sé stesse ma che mantengono i contatti per restare in sintonia con il mondo esterno.

Questo mi auguro si stia realizzando, la speranza che aleggi ovunque la consapevolezza della caducità della vita e che ognuno, di conseguenza, si impegni a regalare ai propri conviventi e a sé stesso momenti preziosi e sereni di tranquilla e gioiosa condivisione.

Invece no, molto spesso dietro quelle finestre si accendono scenari bui di tensioni, paure, scontenti, indifferenza e solitudine. Brutte storie di soprusi, tradimenti, rivalse o minacce, aggressioni verbali, fisiche.

Il rispetto si lascia fuori della porta come fosse un intruso e sempre più spesso le case diventano scenari di discussioni o di pesanti indifferenze.
Combattersi o ignorarsi, aggredirsi o allontanarsi? Separazioni, divorzi, contese dei figli… ma io tutto questo dalla mia finestra non voglio vederlo.

Preferisco continuare ad immaginare una vita serena dietro quei vetri, voglio sperare che ad ognuno sia data la possibilità di capire che il rispetto dell’altro è la chiave che apre la porta ad una vita migliore e costituisce il pilastro portante su cui gettare le fondamenta di qualsiasi convivenza.


Claudia Sbarra è nata a Roma dove tuttora vive. Ha conseguito una laurea in Lettere moderne (indirizzo antropologico) e a seguire un diploma di laurea in Riabilitazione motoria. Nel 2017 è stata pubblicata la sua prima opera A BASSA VOCE, nel 2019 IN CONFIDENZA, a breve ne uscirà una terza. Le piace indagare sui dubbi e le fragilità delle persone.